Coordinatore regionale della Fondazione “Science et Cité”e responsabile di Euresearch Svizzera italiana presso il Servizio Ricerca USI-SUPSI
Lei ritiene interessante l’esplorazione e la sperimentazione concreta di nuovi campi d’attività e di nuove strutture organizzative che in modo particolare si adattano a contesti postindustriali?
Considero positivamente il progetto in funzione del promovimento economico della regione poichè sarebbe adatto per generare due tipi di opportunità: una riguarda la creazione di “laboratori protetti” inserendo alcune attività già esistenti sul territorio ticinese che, attraverso la connessione con questo network, vedrebbero aumentate le loro possibilità di azione e il loro impatto sociale. La seconda riguarda l’introduzione nelle stazioni di attività artigianali ripensate in funzione del turismo con il conseguente ampliamento dell’offerta turistica che non è ancora caratterizzata da soluzioni di successo già testate a livello internazionale e nazionale.
